Amo l’arte in ogni sua forma.
Coltivo piccole ossessioni, che mi portano ad approfondire in modo emozionale e impetuoso i percorsi di vita ed espressione di uomini simili a me per indole e passioni.

Coltivo piccole ossessioni, che mi portano ad approfondire in modo emozionale e impetuoso i percorsi di vita ed espressione di uomini simili a me per indole e passioni.

Ogni artista ospitato in questi anni ha saputo regalarmi suggestioni e prospettive inedite realmente arricchenti: un confronto inesauribile, in grado di riflettersi dalle pareti alla cucina, in un turbinio di linee e colori riscontrabili in ogni piatto.
A partire da marzo 2026, il Ristorante Stefano Paganini ospita le opere di Sophie Taricone, artista che lavora tra pittura e fotografia con un’attenzione profonda per la materia e il gesto.
In Terra come esperienza, il suo lavoro si sviluppa come una pratica di contatto diretto con la materia: la terra non viene rappresentata, ma attraversata, diventando esperienza fisica, gesto, presenza sensibile.
Sophie lavora con pigmenti secchi e, talvolta, con terre naturali, utilizzando le mani come strumento principale. Il processo nasce da un bisogno corporeo di toccare e comprendere la materia attraverso il contatto diretto, in un dialogo continuo tra intenzione e risposta del materiale. Ogni opera conserva tracce, stratificazioni, sedimentazioni del gesto. Ne emerge una percezione del luogo non descrittiva, ma sensoriale. Le superfici invitano a rallentare, ad avvicinarsi, a lasciare che lo sguardo diventi ascolto. Un’esperienza in cui il vedere passa attraverso il sentire, e la materia torna ad essere presenza viva.
Per maggiori informazioni sull’artista, sull’installazione artistica e sul vernissage del 4 aprile, invitiamo a consultare l’articolo dedicato, sul nostro Journal.